Tag articolo: educazione

Discorso del Santo Padre all’AGESCI

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di , 16 Giugno 2015

Piazza San Pietro – Sabato, 13 giugno 2015

Fate-ponti-in-questa-società-dove-c’è-l’abitudine-di-fare-muri-500x354Cari amici dell’AGESCI, buongiorno! Vi ringrazio di essere venuti così numerosi da tutte le regioni d’Italia a formare questa festosa presenza in Piazza San Pietro. Saluto il Capo Scout e la Capo Guida, l’Assistente Ecclesiastico Generale, i lupetti e le coccinelle, gli esploratori e le guide, i rover e le scolte, con le comunità-capi e i sacerdoti assistenti. Vi dirò una cosa – ma non vantatevi! -: voi siete una parte preziosa della Chiesa in Italia. Grazie! Forse i più piccoli tra voi non se ne rendono bene conto, ma i più grandi spero di sì! In particolare, voi offrite un contributo importante alle famiglie per la loro missione educativa verso i fanciulli, i ragazzi e i giovani.

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Mons. Luigi Caburlotto 

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di , 13 Maggio 2015

Il primo sacerdote parroco veneziano che sta per essere beatificato:
Sabato 16 Maggio alle ore 10.30 nella Piazza di San Marco

imgresEgli fondò le Suore Figlie di S. Giuseppe, fu educatore e formatore di educatori in istituzioni pubbliche e private, uomo di dialogo. Figlio di gondolieri, fu educato nella Scuola dei Ven. fratelli Padre Antonangelo e Marco Cavanis, quindi nel Seminario patriarcale. Il 24 settembre 1842 il patriarca Jacopo Monico lo ordinò sacerdote, e l’anno successivo lo assegnò quale cooperatore alla parrocchia di S. Giacomo dall’Orio.

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Discorso del Papa a Stasburgo

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di , 28 Novembre 2014

DISCORSO DEL SANTO PADRE AL PARLAMENTO EUROPEO
Strasburgo, Martedì 25 novembre 2014

Signor Presidente, Signore e Signori Vice Presidenti, Onorevoli Eurodeputati, Persone che lavorano a titoli diversi in quest’emiciclo, cari amici,

vi ringrazio per l’invito a prendere la parola dinanzi a questa istituzione fondamentale della vita dell’Unione Europea e per l’opportunità che mi offrite di rivolgermi, attraverso di voi, agli oltre cinquecento milioni di cittadini che rappresentate nei 28 Stati membri. Particolare gratitudine, desidero esprimere a Lei, Signor Presidente del Parlamento, per le cordiali parole di benvenuto che mi ha rivolto, a nome di tutti i componenti dell’Assemblea.

La mia visita avviene dopo oltre un quarto di secolo da quella compiuta da Papa Giovanni Paolo II. Molto è cambiato da quei giorni in Europa e in tutto il mondo. Non esistono più i blocchi contrapposti che allora dividevano il continente in due e si sta lentamente compiendo il desiderio che «l’Europa, dandosi sovranamente libere istituzioni, possa un giorno estendersi alle dimensioni che le sono state date dalla geografia e più ancora dalla storia»[1].

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Udienza movimento Adulti Scout Cattolici Italiani (MASCI)

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di , 13 Novembre 2014

1506016_678099592240479_430411164_nCari fratelli e sorelle,

Vi accolgo con gioia, in occasione del sessantesimo anniversario di fondazione del Movimento Adulti Scouts  Cattolici Italiani. Rivolgo a ciascuno il mio saluto cordiale, incominciando dalla Presidente nazionale, che ringrazio  per le sue parole, e dall’Assistente, che pure ringrazio; e ringrazio anche per il segno. Vi ringrazio per il lavoro che  svolgete nella Chiesa e nella società, testimoniando il Vangelo, secondo lo stile proprio dello scoutismo. E’ importante  sottolineare la dimensione ecclesiale della vostra realtà associativa, che raccoglie laici ben consapevoli degli impegni  derivanti dai sacramenti del Battesimo e della Cresima. Mossi da questa convinzione, in questi anni di impegno    apostolico vi siete sforzati di testimoniare i valori di lealtà, di fraternità e di amore a Dio e al prossimo, servendo  generosamente la comunità ecclesiale e quella civile.

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Papa Francesco per la quaresiama parla di “Miseria materiale, miseria morale, miseria spirituale”

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di , 4 Febbraio 2014

Papa-Francescorr5“Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza!”. Papa Francesco lo scrive nel suo primo messaggio per la Quaresima, presentato oggi in Vaticano. Un testo nel quale Bergoglio, tra l’altro, descrive “tre tipi di miseria”, quella “materiale”, quella “morale” – che “può ben chiamarsi suicidio incipiente” perché causata non di rado da mancanza di lavoro, salute ed educazione – e quella “spirituale”. E invita i fedeli a vedere nel periodo che precede la Pasqua un “tempo adatto per la spogliazione”.

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Educare? Una questione da adulti significativi …

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di , 15 Novembre 2013

educare

Educare è una missione … L’ultimo libro del salesiano Sandro Ferraroli punta alla responsabilità di genitori e insegnanti e non solo in questo aspetto così importante e delicato …

Salesiano e docente di pedagogia. Un binomio che è già una garanzia se l’Autore presenta un testo sull’educazione con un unico intento, quello di “sollecitare tutti coloro che hanno a cuore il bene della società: le famiglie, le comunità civili e religiose, le istituzioni, affinché la questione educativa sia assunta consapevolmente da tutti, nelle diversità dei ruoli e dei compiti”.

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 14 Gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

… È questa la domanda fondamentale da porsi: chi è l’uomo? L’uomo è un essere che porta nel cuore una sete di infinito, una sete di verità non parziale, ma capace di spiegare il senso della vita – perché è stato creato a immagine e somiglianza di Dio. Riconoscere allora con gratitudine la vita come dono inestimabile, conduce a scoprire la propria dignità profonda e l’inviolabilità di ogni persona. Perciò, la prima educazione consiste nell’imparare a riconoscere nell’uomo l’immagine del Creatore e, di conseguenza, ad avere un profondo rispetto per ogni essere umano e aiutare gli altri a realizzare una vita conforme a questa altissima dignità. Non bisogna dimenticare mai che « l’autentico sviluppo dell’uomo riguarda unitariamente la totalità della persona in ogni sua dimensione », inclusa quella trascendente, e che non si può sacrificare la persona per raggiungere un bene particolare, sia esso economico o sociale, individuale o collettivo. Solo nella relazione con Dio l’uomo comprende anche il significato della propria libertà.. Per esercitare la sua libertà, l’uomo deve dunque superare l’orizzonte relativistico e conoscere la verità su se stesso e la verità circa il bene e il male. Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale invece deve obbedire e la cui voce lo chiama ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, ad assumere la responsabilità del bene compiuto e del male commesso.

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Educare i giovani alla giustizia e alla pace…

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di , 7 Gennaio 2012

Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della XLV giornata mondiale della pace
“educare i giovani alla giustizia e alla pace”

L’inizio di un nuovo anno,  dono di Dio all’umanità, mi  invita a rivolgere a tutti, con  grande fiducia e affetto, uno  speciale augurio per questo  tempo che ci sta dinanzi, perché  sia concretamente segnato  dalla giustizia e dalla  pace.  Con quale atteggiamento  guardare al nuovo  anno?  …  l’uomo di fede attende il Signore « più che le sentinelle  l’aurora » (v.  6), lo attende con ferma speranza, perché  sa che porterà luce, misericordia, salvezza.  Tale attesa nasce  dall’esperienza del popolo eletto, il quale riconosce di essere  educato da Dio a guardare il mondo nella sua verità e a non  lasciarsi abbattere dalle tribolazioni.  Vi invito a guardare il 2012  con questo atteggiamento fiducioso.  Tale attesa è particolarmente  viva e visibile nei giovani, ed è per questo che il mio  pensiero si rivolge a loro considerando il contributo che  possono e debbono offrire alla società.  Vorrei dunque presentare  il Messaggio per la XLV Giornata Mondiale della Pace  in una prospettiva educativa: « Educare i giovani alla giustizia  e alla pace », nella convinzione che essi, con il loro entusiasmo  e la loro spinta ideale, possono offrire una nuova speranza  al mondo.  Il mio Messaggio si rivolge anche ai genitori,  alle famiglie, a tutte le componenti educative, formative, come  pure ai responsabili nei vari ambiti della vita religiosa, sociale,  politica, economica, culturale e della comunicazione… Educare  – dal latino educere – significa condurre fuori da se stessi  per introdurre alla realtà, verso una pienezza che fa crescere  la persona. 

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Natale: il dono di una vita da custodire

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di , 24 Dicembre 2011

“La nascita di ogni bambino porta con sé qualcosa di questo mistero!  Lo sanno bene i genitori  che lo ricevono come un dono e che, spesso, così ne parlano.  A tutti noi è capitato di sentir  dire a un papà e a una mamma: “Questo bambino è un dono, un miracolo!  “.  In effetti, gli esseri  umani vivono la procreazione non come mero atto riproduttivo, ma ne percepiscono la ricchezza,  intuiscono che ogni creatura umana che si affaccia sulla terra è il “segno” per eccellenza  del Creatore e Padre che è nei cieli.  Quant’è importante, allora, che ogni bambino, venendo  al mondo, sia accolto dal calore di una famiglia!  Non importano le comodità esteriori: Gesù è  nato in una stalla e come prima culla ha avuto una mangiatoia, ma l’amore di Maria e di Giuseppe  gli ha fatto sentire la tenerezza e la bellezza di essere amati.  Di questo hanno bisogno i  bambini: dell’amore del padre e della madre.  E’ questo che dà loro sicurezza e che, nella crescita,  permette la scoperta del senso della vita.  La santa Famiglia di Nazareth ha attraversato  molte prove, come quella – ricordata nel Vangelo secondo Matteo – della “strage degli innocenti”,  che costrinse Giuseppe e Maria ed emigrare in Egitto (cfr 2,13-23).  Ma, confidando nella  divina Provvidenza, essi trovarono la loro stabilità e assicurarono a Gesù un’infanzia serena  e una solida educazione… .  ” (Papa Benedetto XVI, Angelus Natale 2010)  Questa riflessione di Papa Benedetto ci aiuta a comprendere il dono meraviglioso che ogni  Natale ci viene a offrire cioè il dono di una speranza che non viene meno.  La vita di ciascuno  di noi, come quella di Gesù si realizza all’interno di una famiglia che diviene il luogo concreto  del suo incontro con il mondo.  E’ proprio a tutte le Famiglie di Murano che anche quest’anno desidero rinnovare i miei auguri  di Buon Natale.  Desidero farmi vicino a tutte le famiglie in particolare alle tante che stanno  soffrendo per diversi motivi e annunciare che Gesù, che viene in mezzo a noi, porta una luce  vera per poter essere sostenuti e accompagnati nel cammino.  Egli solo ci dà quella Parola che fa verità dentro alle divisioni o  alla incomprensioni, alle sofferenze e dolori, alle esperienze  belle e gioiose.  Vi invito a non aver paura ad accogliere il Dio  fatto uomo, dentro alla vita di ciascuno di noi, ma in modo particolare  dentro alle nostre famiglie, luogo concreto dove Dio  stesso ha voluto nascere.  Gesù infatti nasce nella famiglia di  Nazareth, dove Maria e Giuseppe l’hanno cresciuto ed educato  all’umanità.  Prego il Dio bambino perché le nostre famiglie siano luoghi  concreti di educazione ad una vita autentica, dove la persona,  illuminata dalla fede in Gesù Cristo, impara i valori profondi, in  modo speciale l’Amore gratuito. 

Tanti auguri di un buon Natale e di un nuovo anno colmo di speranza
Don Carlo, Don Francesco , Don Eustachio, Herman

11 Settembre 2011, una data particolare

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di , 10 Settembre 2011

La data di questa domenica è piena di significati per noi cristiani del Patriarcato di Venezia, infatti è la prima  domenica che siamo senza il Patriarca Angelo, ormai Arcivescovo di Milano.  E’ la prima domenica che ci trova  ad attendere con speranza e trepidazione il nuovo Patriarca, e quindi a pregare con intensità il Signore  che ci mandi un Pastore che raccolga quanto il Signore ha compiuto con il Patriarca Angelo.  «Che bella Chiesa locale è la Chiesa di Venezia.  Realmente è un luogo di pluriformità nell’unità»…  «Una Chiesa ben radicata in Marco, nei suoi successori, in san Lorenzo Giustiniani, nei grandi papi  santi e beati, nei patriarchi che ci hanno preceduto, nei tanti santi che hanno vissuto nella nostra terra  e hanno seminato i carismi del rinnovamento della vita».  Si incrina la voce quando cita anche «i  nostri cari che ci hanno già preceduto all’altra riva».  «Nessun distacco è propriamente un distacco.  Nessuna partenza è una partenza per chi è incamminato  verso un’unica meta: Cristo nostra vita, Cristo tutto in tutti».  Queste parole che ci ha rivolto il Card.  Angelo sono come il passaggio di testimone al nuovo Patriarca, e questo testimone è affidato a noi perché ci  facciamo testimoni di quanto abbiamo vissuto con lui in questi anni, e annunciamo la bellezza di ciò che il  Signore ha compiuto con noi.  Questa domenica significa anche la ripresa del cammino delle nostre comunità cristiane, cammino che non  si è mai interrotto, ma si è rallentato durante l’estate.  L’eucarestia domenicale e quotidiana, l’adorazione permanente,  le feste parrocchiali, i campi scouts, la partecipazione alla Giornata mondiale della Gioventù di un  gruppetto dei nostri giovani, hanno segnato il cammino, assieme alle “doverose” ferie, l’estate.  Ora riprendiamo la strada, spronati proprio dalle parole del Patriarca Angelo.  Si ricomincia…  il gruppo NOI del patronato si è ritrovato per rilanciare le iniziative del “Patronato Aperto” con  nuove opportunità per vivere il tempo libero per le famiglie e i ragazzi.  Lunedì si ritroveranno i catechisti per  organizzare il cammino del nuovo anno.  Poi l’Assemblea Pastorale che farà comunione di tutte le particolari  inziative, e così partiranno tutte le varie esperienze che ci aiutano a camminare con fedeltà nella vita cristiana,  che si modula ogni giorno: “nella Rigenerazione del popolo cristiano perché sia tutto teso alla missione,  attraverso comunità dalla appartenenza forte.  Infatti libertà vera non è rottura o assenza di legami, al contrario  è frutto di legami forti e duraturi.  Nella Formazione di cristiani adulti, capaci di dare ragione della propria  speranza (1Pt 3,15).  Nell’ Educazione al gratuito.  Nell’apertura alle dimensioni del mondo (missione) che  giunge fino a farsi carico dell’annuncio di Cristo a tutti i popoli ed affronta, in modo responsabile, con tutti gli  uomini i bisogni della società civile locale, nazionale e mondiale” (patriarca Angelo).  Don Carlo

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