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“La tua fede ti ha salvato”

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di , 24 ottobre 2015

XXX domenica del tempo Ordinario, anno B,

25 ottobre 2015 Mc 10,46-52

Giovanni-Vanzulli.-Il-cieco-nato-I-miracoli-di-gesù-E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te? ». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va’, la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada. Prosegui la lettura '“La tua fede ti ha salvato”'»

Discorso di Papa Francesco

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di , 23 maggio 2015

Cari fratelli, buon pomeriggio!

imgresSaluto tutti e saluto i nuovi nominati dopo l’ultima Assemblea, e anche i due nuovi Cardinali, creati dopo l’ultima Assemblea. Quando io sento questo passo del Vangelo di Marco, io penso: ma questo Marco ce l’ha con la Maddalena! Perché fino all’ultimo momento ci ricorda che lei aveva ospitato sette demoni. Ma poi penso: e io quanti ne ho ospitati? E rimango zitto. Vorrei innanzitutto esprimervi il mio ringraziamento per questo incontro, e per il tema che avete scelto: l’Esortazione apostolicaEvangelii gaudium.

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Nutrire il pianeta non sia solo uno slogan

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di , 1 marzo 2015

La Stampa, 15 febbraio 2015 – di ENZO BIANCHI

La febbre per l’Expo di Milano è salita, e grande è l’attesa per la kermesse, intensa la sua preparazione: ormai è presentata ogni giorno di più come il grande evento, capace di mutare la sorte del nostro paese e del nostro futuro. Dai diversi annunci quotidiani di iniziative e incontri culturali tutto sembra nuovissimo e inedito: si è portati a credere che si stia andando verso un evento escatologico. Anche l’area cattolica si è mobilitata e, come quasi sempre succede, lo sta facendo per lo più appiattendosi sui percorsi più facili e imitandone lo stile, nella speranza di ottenere la stessa performance che eccita tutti. Ormai, lo dico con tristezza, anche la pastorale si è piegata ai temi dell’Expo e perfino nelle omelie domenicali si affrontano quegli argomenti anziché annunciare il vangelo.

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Testimonianze Gruppi D’Ascolto

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di , 13 novembre 2014

jpegNando

Come ho conosciuto i gruppi di ascolto. Circa 8 anni fa, io e mia moglie siamo andati in pellegrinaggio in Terra Santa con la parrocchia e ho conosciuto G. e altri amici che già facevano parte dei gruppi di ascolto (sono in carrozzina e loro mi hanno aiutato molto, altrimenti sarei sempre stato in … albergo). Un giorno, parlando del più e del meno, G. ci dice: Perchè non provate a venire anche voi, quando iniziamo i prossimi incontri? Li per li restai un po’ perplesso: sono sempre stato credente, ma non avevo mai approfondito più di tanto la lettura delle scritture. Siccome sapevo che gli incontri si facevano a casa di un partecipante che sta al quarto piano, era la scusa buona per dire di no. Non avevo messo in conto il volere di Gesù. La scusa che c’erano troppe scale da fare è stata presto risolta con: “Gli incontri, se vuoi, possiamo farli da te”. Non potevo più dire di no. Così ho cominciato a capire … quanto poco conoscevo la Parola di Dio e questa esperienza è diventata fondamentale per consolidare la mia fede. Ringraziamo tutti gli amici che ci aiutano a capire cosa il Signore si aspetta da noi.

Nando e Ornella

Testimonianze sui gruppi d’ascolto

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di , 20 ottobre 2014

nessuno

Francesca –  Per me il Gruppo di ascolto: – è un arricchimento guidato dalla Parola del Signore, nell’ascolto e nella condivisione, in semplicità, con tutto il gruppo! – è un’ora di serenità.

Vangelo? Se ne discute al Pub.

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di , 18 marzo 2014

francescaniSan Francesco diceva: ‘Predicate sempre il Vangelo e se fosse necessario anche con le parole’.

Frati al pub per evangelizzare i giovani. L’idea di riunirsi in un locale serale per parlare di Gesù, Francesco e del Vangelo è un esperimento che si va diffondendo sempre più tra i frati francescani. In tutta Italia si segnalano iniziative diverse ma accomunate dalla volontà di trascinare verso la Chiesa anche giovani e giovanissimi spesso poco attratti dalla catechesi tradizionali.

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“I 5 passi al Mistero”: un esperimento di confronto sulle ragioni della fede

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di , 12 gennaio 2014

untitledNella “casa” di S. Filippo Neri, a Roma, si svolgono da sei anni incontri di catechesi per giovani e adulti aperti al dialogo con i più lontani.

Un metodo semplice – mezz’ora di introduzione e un’ora di risposte in due fasi a domande scritte estratte a caso tra quelle presentate dai partecipanti – ma con radici che attingono alla predicazione di S. Filippo Neri: sono questi gli ingredienti de “I 5 passi al Mistero”, una catechesi per giovani e adulti che si svolge ormai da sei anni presso la parrocchia S. Maria in Vallicella – Chiesa Nuova di Roma  con grande affluenza di partecipanti. Le ragioni di un tale “successo” le spiega ad Aleteia padre Maurizio Botta, dell’Oratorio di S. Filippo Neri, ideatore dell’iniziativa.

Qual è lo spirito di questa iniziativa?

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Francesco ai giovani: «Dovete vivere, non vivacchiare»

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di , 4 dicembre 2013

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«Non spettatori ma protagonisti» nelle «sfide» del mondo contemporaneo. Non mediocri o annoiati, non omologati. «Non si può vivere senza guardare le sfide», «non state al balcone, lottate per dignità e contro la povertà». Questo lo stile di vita che il papa latinoamericano ha proposto ai giovani, celebrando nella basilica vaticana i vespri di Avvento, primo incontro con gli universitari degli atenei romani del suo pontificato.

«Vivere, mai vivacchiare», ha detto, e «non lasciatevi rubare l’entusiasmo giovanile». Gli studenti delle università romane, in particolare quelle pontificie, sono uno spaccato di giovani da diverse parti del mondo. Incontrandoli oggi, in un contesto liturgico e di preghiera, papa Bergoglio ha lanciato alcuni messaggi, sulla linea di altri incontri con i ragazzi, come, tra gli altri, quello con i giovani argentini, a Rio, nell’ambito della Giornata mondiale della gioventù.

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La Parola della Domenica

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di , 3 marzo 2012

Prima Lettura (Gen 22,1-2.9.10-13.15-18) Il sacrificio del nostro padre Abramo.
(Sal 115) Camminerò alla presenza del Signore nella terra dei viventi.
Seconda Lettura (Rm 8,31-34) Dio non ha risparmiato il proprio Figlio.
Vangelo (Mc 9,2-10) Questi è il Figlio mio, l’amato.

La via lucis che nasce dall’ascolto… Dalla domenica del deserto al Vangelo della luce. La nostra vocazione altro non è che la fatica tenace e gioiosa di liberare tutta la luce e la bellezza seminate in noi: verità dell’uomo è una luce custodita in un guscio di fragile argilla. Sul monte il volto di Gesù brilla di un contenuto che lo travolge, di una energia che non si ferma al volto, neppure al corpo intero, ma tracima verso l’esterno e cattura la materia degli abiti: Le sue vesti divennero bianche come nessun lavandaio sarebbe capace. Se la veste è luminosa sopra ogni possibilità umana, quale sarà la bellezza del corpo? E se così è il corpo, come sarà il cuore? Allora Pietro, stordito e sedotto da ciò che vede, balbetta: è bello per noi stare qui. Stare qui, davanti a questa bellezza, perché qui siamo di casa, altrove siamo sempre stranieri. Altrove non è bello, e possiamo solo camminare non sostare, qui è la nostra identità: abitare anche noi una luce. È bello stare qui: il nostro cuore è a casa soltanto accanto al tuo, Signore. Sul Tabor il corpo di Gesù trasfigurato racconta Dio. Tutto ciò che Gesù ha detto è vero perché il suo corpo splende, anticipo del Regno: Regno di luce e di tenerezza perché il suo Corpo è luce e tenerezza; Regno di bellezza e di grazia perché il suo Corpo è bellezza e grazia; Regno di incontri che lega insieme in un nodo di stupore le sei presenze sul monte. Ma come tante cose belle, la visione non fu che un attimo. «Una nube li coprì e venne una voce: Ascoltate Lui». Il Padre prende la parola ma per scomparire dietro la parola del Figlio. Il mistero di Dio è ormai tutto dentro Gesù. Con Mosè, dal volto intriso di luce, con Elia, rapito su un carro di fuoco e di luce, tutta la bibbia converge su Cristo. Sali sul monte per vedere e sei rimandato all’ascolto. Scendi dal monte e ti rimane nella memoria l’eco dell’ultima parola: Ascoltate Lui. La nostra via lucis è l’ascolto. Quella luce, «la luce della trasfigurazione che è l’energia stessa di Dio» ( G. Palamas) è ancora disponibile: nella Parola, nei sacramenti, nella bontà delle persone, nella bellezza delle cose, talvolta scintilla breve talvolta fiume di fuoco. Il mondo è intriso di luce, lo sanno tutte le religioni, lo sanno gli innamorati, gli artisti, i puri. Ma ora io so che «alle sorgenti della bellezza, della pace e dell’energia di quelle falde di fuoco presenti nel cosmo, è posto Gesù di Nazaret» ( O. Clèment), fiamma delle cose, cuore di luce dentro ogni creatura. [Ermes Ronchi]

Messaggio del Santo Padre per la Quaresima 2012

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di , 18 febbraio 2012

«Prestiamo attenzione gli uni agli altri, per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (Eb10,24)

Fratelli e sorelle, la Quaresima ci offre ancora una volta l’opportunità di riflettere sul cuore della vita cristiana: la carità. Infatti questo è un tempo propizio affinché, con l’aiuto della Parola di Dio e dei Sacramenti, rinnoviamo il nostro cammino di fede, sia personale che comunitario. E’ un percorso segnato dalla preghiera e dalla condivisione, dal silenzio e dal digiuno, in attesa di vivere la gioia pasquale. Quest’anno desidero proporre alcuni pensieri alla luce di un breve testo biblico tratto dalla Lettera agli Ebrei: «Prestiamo attenzione gli uni agli altri per stimolarci a vicenda nella carità e nelle opere buone» (10,24). E’ una frase inserita in una pericope dove lo scrittore sacro esorta a confidare in Gesù Cristo come sommo sacerdote, che ci ha ottenuto il perdono e l’accesso a Dio. Il frutto dell’accoglienza di Cristo è una vita dispiegata secondo le tre virtù teologali: si tratta di accostarsi al Signore «con cuore sincero nella pienezza della fede» (v. 22), di mantenere salda «la professione della nostra speranza» (v. 23) nell’attenzione costante ad esercitare insieme ai fratelli «la carità e le opere buone» (v. 24). Si afferma pure che per sostenere questa condotta evangelica è importante partecipare agli incontri liturgici e di preghiera della comunità, guardando alla meta escatologica: la comunione piena in Dio (v. 25). Mi soffermo sul versetto 24, che, in poche battute, offre un insegnamento prezioso e sempre attuale su tre aspetti della vita cristiana: l’attenzione all’altro, la reciprocità e la santità personale… [continua]

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