Tag articolo: riflessione

11° Domenica del Tempo Ordinario (anno )

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di , 16 giugno 2015

imagesLetture: Ez 17,22-24; 2Cor 5,6-10; Mc 4,26-34 «

Io innalzo l’albero bBasso» 1 «Camminiamo nella fede e non nella visione». Il brano di San Paolo che oggi viene proposto alla nostra meditazione sembra mettere in tensione due poli: da una parte «l’abitare nel corpo», e dall’altra «l’abitare presso il Signore». S.parla di lontananza, di esilio, e tutto farebbe pensare ad una corsa veloce verso una fine imminente, dove ogni realtà terrestre verrà assorbita nella visione di Dio. Come se la storia, con i suoi drammi e le sue tragiche domande, non esistesse. Come se fosse del tutto irrilevante fermarsi per strada per prendersi cura dell’ennesima vittima dei mercanti di morte. Abitare nella compagnia degli uomini, curvarsi sulle loro ferite, sarebbe come rinunciare a porre la questione del fine ultimo e del possibile approdo verso un al di là, un oltre, che travalichi gli stretti orizzonti degli affanni quotidiani e delle urgenze interminabili? Prosegui la lettura '11° Domenica del Tempo Ordinario (anno )'»

Catechismo degli adulti

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di , 8 maggio 2015

Presentazione Agli adulti, uomini e donne del nostro Paese, ai loro catechisti e alle comunità ecclesiali, i Vescovi italiani consegnano questo libro della fede, il catechismo

La verità vi farà liberi. Lo fanno con sentimenti di gioia e di gratitudine al Signore, sapendo quanto lungo e impegnativo è stato il cammino del testo, ed insieme nutrendo grande speranza per un suo diffuso e sapiente impiego nell’opera della nuova evangelizzazione. Di fronte a noi sono i bisogni di fede degli adulti italiani e le loro attese. Vivono e soffrono un tempo di cambiamento e di crisi, che tocca la globalità della vita, le verità fondanti, i valori etici elementari e coinvolge la stessa possibilità di pervenire a certezze di fede oggettive e universali. Eppure, anche in questo clima di incertezza e talvolta di smarrimento, non vi è per lo più un rifiuto preconcetto della componente religiosa dell’esistenza.

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Esame di coscienza per la Chiesa

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di , 3 gennaio 2015

papa francesco all CURIADiscorso del Papa alla curia romana per gli auguri di Natale

Ecco le malattie che il Papa, nella udienza alla curia per gli auguri di Natale, ha elencato e  analizzato invitando alla riflessione, alla penitenza e alla confessione, in questi giorni che se  parano dal Natale.

La prima é la “malattia del sentirsi immortali, immuni da difetti, trascurando i  controlli” un corpo che non fa “autocritica, non aggiorna e non cerca di migliorarsi, è un  corpo infermo”. Il Papa ha suggerito una “ordinaria visita ai cimiteri, dove vediamo i nomi di tante persone che si consideravano immuni e indispensabili”. Questa malattia, ha commentato il Papa, “deriva spesso dalla patologia del potere, dal narcisismo che guarda la propria immagine e non vede il volto di Dio impresso” negli altri, sopratutto “i più deboli”. “Antidoto a questa epidemia – ha suggerito il Pontefice – è la grazia di sentirci peccatori, e il dire ‘siamo servi inutili'”.

1-2 Novembre, Santi e defunti nel mistero dell’Eternità

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di , 28 ottobre 2014

403397_357653150960139_153073129_n Stiamo avviandoci a grandi passi verso la conclusione dell’Anno Liturgico e la Chiesa ci fa entrare con queste due Ricorrenze Liturgiche nella contemplazione del Mistero Dell’Eternità a cui tutti siamo chiamati. Ad una prima riflessione potrebbero sembrare due cose distinte, invece il Mistero della Salvezza operato dal Risorto le unisce in un’unico obbiettivo L’Eternità e la Comunione con Dio alla quale l’uomo è destinato a parteciparvi in anima e corpo. Questa “Realtà Finale” di Santità ed intima Comunione con il Padre ha una “strada obbligatoria” da percorrere, la conclusione della nostra vita terrena e il passaggio dalla “morte corporale”alla vita”celeste e immortale”. In questa prospettiva, la Fede ci “educa” già in questa dimensione terrena a costruire la nostra salvezza alla “Scuola del Vangelo” che ci presenta il Progetto delle Beatitudini per vivere concretamente la nostra vita cristiana. Gesù non ci ha parlato di cose “irrealizzabili” da compiere, o superiori alle nostre capacità umane, ma ci ha indicato la via dell”amore, della pace, della conversione del cuore, della testimonianza” da praticare ogni giorno attraverso i nostri gesti e le nostre azioni. E ci ha posto come nostri esempi i Santi, che non sono stati ” Eroi Extraterrestri ” ma uomini e donne come noi che hanno cercato di “imitarlo” attraverso le loro debolezze e fragilità umane, ma in continua ricerca del bene e della conversione. “Rallegratevi ed esultate, perchè grande è la vostra ricompensa nei cieli”con questa certezza il cristiano di ogni tempo opera in questa “dimensione umana”non certo senza fatica e impegno, ma sorretto dallo “Spirito Santo” che è Luce e Forza. Coloro che ci hanno preceduto nella ” Casa del Padre “e sono stati nostri “compagni di viaggio” ci hanno passato il “testimone” della fede e delle loro opere confidando nella grazia e nella potenza rigeneratrice di questo Spirito. Invochiamolo con le parole finali della Sequenza: “dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni, dona virtu’ e premio, dona morte santa. dona gioia eterna. Amen

Sempre e comunque

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di , 19 settembre 2014

masci_logo_ufficialeCarissimi, come era nelle cose si è incominciato l’anno scolastico e tutte le attività tipiche del nostro tempo autunnale, è necessario prendere coscienza che sarà un autunno ed un inverno importantissimo per il nostro Paese Italia, le scelte necessarie sono quelle di una radicale rivisitazione dei nostri “stili di vita” perchè una vita più sobria sarà anche una condizione necessaria per non subire ma per governare il necessario cambiamento… non mi voglio addentrare in discorsi che ci porterebbero a chiaccherare per ore senza arrivare a nulla, ma io penso, che sia sotto gli occhi di tutti il bisogno di affrontare tuo ciò con mentalità diversa perchè tutto non è come prima!!!!

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Il segno che siamo vicini al Signore è il prendersi cura del prossimo

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di , 18 marzo 2014

papaCome possiamo capire se siamo vicini al Signore o meno? Papa Francesco nel corso della riflessione mattutina in Casa Santa Marta ha illustrato quali sono i segni che indicano al cristiano se ha effettivamente incontrato il Signore, se sta camminando nel solco tracciato da Gesù oppure se sta seguendo la propria strada ma non quella del Signore.

“La pietra di paragone” spiega Papa Francesco “il segno che noi ci siamo avvicinati al Signore” è la capacità di “avere cura del prossimo: del malato, del povero, di quello che ha bisogno, dell’ignorante“. Le Scritture dicono infatti “soccorrete l’oppresso, rendete giustizia all’orfano, difendete la causa della vedova” ma per vedere chi è il nostro prossimo, per riuscire a vedere chi sono i bisognosi dobbiamo svestirci dell’ipocrisia.

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Un’anno con Papa Francesco.

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di , 9 marzo 2014

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A poco meno di un anno dall’elezione al soglio di Pietro, papa Francesco non perde l’abitudine di dialogare da pari a pari con quello che una volta si sarebbe chiamato “il mondo”. E si racconta in un’intervista al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Il Santo Padre risponde alle domande sulla figura del Pontefice, ma anche sulla sua vita personale, e sulle tematiche che più di tutte animano il dibattito interno ed esterno alla Chiesa.

La figura del Papa

“Il papa non è Superman”, chiarisce subito Francesco: “Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia del papa. Mi piace stare tra la gente, ma non mi è mai venuto in mente, come è stato detto di uscire dal Vaticano di notte per andare dai senzatetto. Il Papa è un uomo normale, considerarlo una star mi pare quasi offensivo.” Tuttavia pur dovendosi confrontare con sfide inedite come quella del papa emerito (“Benedetto XVI è un’istituzione, non una statua in un museo. La sua saggezza è un dono di Dio“), il Pontefice continua a dipingersi come un uomo che decide da solo, come è tra l’altro anche nella tradizione dei gesuiti, il suo ordine religioso di appartenenza: “Nel mio lavoro sono consigliato e accompagnato da tante persone, ma nel momento di decidere sono solo con il mio senso di responsabilità.

Gli abusi sessual

Sempre in riferimento alla figura del suo predecessore, il Papa affronta il tema dellalotta agli abusi sessuali, che Benedetto XVI ha intrapreso “con coraggio, aprendo una strada“. Francesco rivendica però con fermezza il lavoro fatto dalla Chiesa per contrastare questo genere di crimini: “La Chiesa cattolica è forse l’unica istituzione pubblica ad essersi mossa con trasparenza e responsabilità. Nessun altro ha fatto di più. Eppure la Chiesa è la sola ad essere attaccata.”

Povertà e globalizzazione

Sin dai primi giorni, il pontificato di Francesco si è contraddistinto per una speciale attenzione ai poveri, a quelle “periferie” così care al cuore del Papa: un’ “opzione preferenziale per i poveri”, spiega il Pontefice, che proviene dal Vangelo.
Il Vangelo condanna il culto del benessere. Quando veniamo giudicati nel giudizio finale (Matteo, 25) conta la nostra vicinanza con la povertà. La povertà allontana dall’idolatria, apre le porte alla Provvidenza.” Anche sul tema della globalizzazione,che con il culto del benessere qualche relazione la ha, Francesco parla molto chiaramente: il Papa ricorda come, pur avendo salvato dalla povertà molte persone, la globalizzazione ne ha condannate tante altre a morire di fame, producendo un pensiero debole che mette al centro solo il denaro e non più la persona umana. Incalzato da una domanda sulle accuse di marxismo che da più parti gli sono state rivolte, il Pontefice non sembra minimamente in imbarazzo: “Quelle accuse non mi dispiacciono. L’ideologia marxista non è vera e io non l’ho mai condivisa, ma ho conosciuto tante brave persone che la professavano.

La famiglia

Quando il discorso si allontana dai temi dell’economia globale, Francesco affronta senza esitazioni le problematiche più dibattute: il ruolo della famiglia e della donna, la morale sessuale, i temi etici e i valori non negoziabili.
Parlando di famiglia, il Papa non può fare a meno di ammetterne la crisi, soprattutto nelle forme più tradizionali, ma assicura di avere recepito l’emergenza e di avere avviato, con la convocazione del Sinodo, una profonda riflessione che coinvolgerà tutta la Chiesa. Francesco ribadisce che il matrimonio è tra uomo e donna, ma ammette che nel caso delle unioni civili “giustificate” dagli Stati laici “bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà.”

Morale sessuale e ruolo della donna

Strettamente correlata a quella sulla famiglia è la riflessione sulla morale sessuale: qui la strada indicata dal Papa è quella di non cambiare la dottrina, ma di far sì che la pastorale tenga conto delle situazioni concrete e di ciò che per le persone è possibile fare. “Con l’Humanae Vitae Paolo VI ebbe il coraggio di schierarsi contro la maggioranza, di difendere la disciplina morale, di esercitare un freno culturale.” Anche sul ruolo della donna nella Chiesa, il Pontefice riconosce l’esigenza di qualche cambiamento, ma sempre nel solco della continuità e richiamandosi alla tradizione della Chiesa: “La donna può e deve essere più presente nei luoghi di decisione della Chiesa. La chiamerei una promozione di tipo funzionale, ma così non si fa tanta strada. La Chiesa ha l’articolo femminile la: è femminile dalle origini. Il principio mariano guida la Chiesa accanto a quello petrino. L’approfondimento teologale è in corso.”

Bioetica e valori non negoziabili

Grande cautela è espressa sugli argomenti bioetici: “Non sono uno specialista”, avverte Francesco, che dice di temere che ogni sua frase possa essere equivocata. D’altronde, spiega, “la dottrina tradizionale della Chiesa dice che nessuno è obbligato a usare mezzi straordinari quando si sa che è in una fase terminale“. Una discontinuità più marcata con la linea del suo predecessore si nota però quando De Bortoli domanda al Papa che ne è stato dell’espressione “valori non negoziabili“, spesso utilizzata negli anni passati e mai ripresa durante il pontificato di Francesco. “È un’espressione che non ho mai capito, i valori sono valori e basta, non posso dire che tra le dita di una mano ve ne sia una meno utile dell’altra.”

L’ecumenismo

Il Papa parla però anche di ecumenismo, un tema molto caro a tutti i pontefici che lo hanno preceduto negli ultimi anni, e che Francesco non intende abbandonare. Parlando dell’intercomunione con gli ortodossi, ammonisce: “Siamo tutti impazienti di ottenere risultati chiusi. Ma la strada dell’unità con gli ortodossi vuol dire soprattutto camminare e lavorare insieme. La teologia ortodossa è molto ricca, in questo momento hanno grandi teologi, così come una meravigliosa visione della Chiesa e della sinodalità”.

Alla fine dell’intervista, Francesco concede al Corriere qualche battuta sulla sua vita privata prima e durante il pontificato: “Al momento sto leggendo Pietro e Maddalena di Damiano Marzotto, sulla dimensione femminile della Chiesa. L’ultimo film che ho visto?La vita è bella, e prima avevo guardato La Strada di Fellini.” E ancora, inevitabilmente: “A 17 anni avevo una fidanzatina, in seminario una ragazza mi fede girare la testa per una settimana. Come finì? Ne parlai con il mio confessore.

Il Convegno nazionale di Pastorale Giovanile

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di , 12 febbraio 2014
testataverdeIl Convegno nazionale di Pastorale Giovanile, in programma dal 10 al 13 febbraio 2014, è dedicato agli incaricati e alle equipe di pastorale giovanile che operano a livello diocesano, regionale o all’interno di aggregazioni laicali e organismi religiosi.
Data la forte richiesta emersa dalle consulte regionali, l’obiettivo vuole essere quello dioffrire un convegno che sia luogo di pensiero, capace di dare linee di indirizzo, in un certo senso direttive. Un luogo dove il convenire sia spontaneo e interessato, ma capace anche di rimandare a casa con delle idee che diventino piste di lavoro da sviluppare sul proprio territorio. Deve essere un’esperienza che presenti delle competenze, racconti e consegni delle esperienze, offra motivazioni per tornare a casa e riprendere in mano il lavoro nel proprio territorio.

Incontro mondiale delle famiglie

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di , 2 giugno 2012

Un milione di famiglie da tutto il mondo a Milano con il Papa per essere riconfermate nella vocazione ad essere il nucleo primario della Chiesa e della Società.
Attraverso la preghiera e la riflessione sulla stessa famiglia, il lavoro e la festa, le famiglie si ripropongono il cammino di vita per essere in questo nostro tempo luogo primario e privilegiato di crescita delle persone in tutte le fasi della vita.

XLIX Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni

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di , 1 maggio 2012

Nella quarta Domenica di Pasqua, 29 Aprile 2012, domenica del Buon Pastore, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni, proposta alla Chiesa universale con profetica intuizione, da Papa Paolo VI nel 1964. Il tema che il S. Padre Benedetto XVI propone in questa quarantanovesima Giornata mondiale per la riflessione e la preghiera delle comunità cristiane è: “Le vocazioni dono della carità di Dio” (Deus caritas est, n. 17). Ciò significa riscoprire la gratuità del dono di ogni vocazione e di ogni chiamata a vivere la propria vita nel segno della Beatitudine e dell’Amore, in continuità con quanto afferma Gesù nel vangelo di Matteo: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”(Mt 10,8). Lo slogan scelto dal Centro Nazionale Vocazioni della Conferenza Episcopale Italiana è: “Rispondere all’ Amore… si può” Esso si propone come invito a vivere con creatività, responsabilità e fedeltà la propria vocazione. E’ un grande inno all’amore, che riecheggia in tante pagine bibliche, e che si esprime nelle due grandi espressioni e modalità dell’amore: la vita di coppia e la verginità donata nel ministero ordinato del Sacerdote o nella Vita consacrata. Sono due espressioni dell’Amore che si innestano sullo stesso tronco dalle radici profonde, che attingono fecondità dalla sorgente viva che è Gesù, e come due rami fioriti si liberano in alto per cercare gli spazi inifiniti del Cielo. Brani biblici di riferimento: 1 Gv 4,19; Cantico dei Cantici 8, 6-7; Geremia 20,7.

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