Tag articolo: seminario

Mons. Luigi Caburlotto 

commenti Commenti disabilitati su Mons. Luigi Caburlotto 
di , 13 Maggio 2015

Il primo sacerdote parroco veneziano che sta per essere beatificato:
Sabato 16 Maggio alle ore 10.30 nella Piazza di San Marco

imgresEgli fondò le Suore Figlie di S. Giuseppe, fu educatore e formatore di educatori in istituzioni pubbliche e private, uomo di dialogo. Figlio di gondolieri, fu educato nella Scuola dei Ven. fratelli Padre Antonangelo e Marco Cavanis, quindi nel Seminario patriarcale. Il 24 settembre 1842 il patriarca Jacopo Monico lo ordinò sacerdote, e l’anno successivo lo assegnò quale cooperatore alla parrocchia di S. Giacomo dall’Orio.

Prosegui la lettura 'Mons. Luigi Caburlotto '»

Viaggiare come “servitore” di Dio.

commenti Commenti disabilitati su Viaggiare come “servitore” di Dio.
di , 13 Dicembre 2014

images.jpg don eustachioIl Signore sia con Te, caro don Alessandro!
Ringrazio Dio per tutto! Vi ringrazio, Te e tutti di Murano per Tutto! Eccomi a voi! Proseguo il mio  cammino come “servitore inutile, ma… contento”! Ho incominciato a rivolgere il mio “servizio” nella  parrocchia di Sant Eugenio di Kipako nella diocesi di Kisantu. La parrocchia é distante dal Duomo  circa 45 Km su una strada poco buona, venti chilometri di questa strada sono veramente “brutti”  (disastrati). La parrocchia è composta da quindici comunità ecclesiali separate da tanti km ognuna: la  piú lontana é 75 km dove non ci sono le strade perché distrutte per le piogge. Per andar a trovare i  nostri bambini a Kisantu, ho da fare 45 km. Per raggiunger il Seminario Maggiore invece, devo fare 65  km. Per visitare i bambini e i ragazzi a casa “Gocce di Speranza” a Kinshasa, sono 175 Km. Tutti questi viaggi, li faccio con la mia moto! Ho conservato con me tante foto souvenir, ma la rete internet, qui da noi, costa tanto, quindi non posso spedirtele! Confido nell’aiuto del Padre misericordioso, e preghiamo il Signore che illumini i nostri cuori, per il bene di tutti e della Chiesa intera. Vi ricordo sempre nella preghiera! Saluto tutti! Con affetto e amicizia.

Don Eustachio

1630, Venezia, la Peste e il “Grande Voto a Maria” ( 21 Novembre )

commenti Commenti disabilitati su 1630, Venezia, la Peste e il “Grande Voto a Maria” ( 21 Novembre )
di , 15 Novembre 2014

mesopanditissa  10636224_565867143540667_8971674193998740464_nA Venezia, all’imbocco del Canal Grande, troneggia nitida ed imponente sul paesaggio della città, la Basilica della Madonna della Salute. È una delle chiese più belle e grandiose di tutta Venezia e sta a testimoniare l’amore riconoscente dei Veneziani verso la Madonna, per averli liberati dal contagio della peste del 1630. Non è la prima volta che essi fanno la triste esperienza di quanto sia terribile la peste: quella del 1348 ha portato via i due terzi della popolazione, e quella del 1575, anche se meno violenta, è così insistente e duratura che la Serenissima ricorre all’aiuto divino e fa voto di costruire la Chiesa del Redentore alla Giudecca. Quella del 1630 è particolarmente violenta, e Venezia presenta uno spettacolo desolantissimo: i lazzaretti sparsi per le isole sono incapaci di contenere gli appestati che pertanto rimangono nelle case, il più delle volte senza medici, essendo insufficienti, quelli rimasti, per un servizio tanto intenso. Le medicine presto si esauriscono, ed anche le riserve di viveri vengono a mancare. Persino i cadaveri non trovano degna sepoltura e rimangono abbandonati per le strade, aumentando il contagio tra i vivi. Sono stati i Lanzichenecchi, venuti in Italia per l’assedio di Mantova, a diffondere la peste che in un baleno infetta la Lombardia e quindi l’Italia tutta: è la peste descritta con tanto realismo da Alessandro Manzoni ne I Promessi Sposi. Venezia, città di mare e di grandi commerci, forte della esperienza passata, prende ogni precauzione per evitare che il male entri nella laguna, ma il morbo compare improvvisamente in città portato, dicono gli storici, dall’ambasciatore di Carlo Gonzaga Nevers, il marchese de’ Strigis, che si reca a trattare la pace con l’Imperatore Ferdinando II, portando con sé preziosi doni, ed una lettera per il Doge Nicola Contarini. Il Senato della Repubblica lo blocca al suo ingresso in città e lo obbliga ad una quarantena, prima nell’isola del Lazzaretto vecchio e poi, per sua comodità, nell’isola di San Clemente. Ma per inevitabile fatalità, o per imprudenza da parte del falegname che presta alcuni lavori di adattamento della casa, la peste che colpisce l’ambasciatore ed i suoi familiari, compare nella contrada di San Vito, poi in quella di San Gregorio, ed in breve in tutte le contrade. In mezzo a tanta sventura, Venezia, ormai incerta e disorientata, si trova impotente a lottare contro il male. Il Patriarca Giovanni Tiepolo, con il Clero ed i fedeli, “versando lagrime di dolore e di compunzione”, guida pubbliche processioni e solenni esposizioni del SS.Sacramento in Cattedrale, ad implorare la clemenza del Cielo. Il Doge ed il Senato della città deliberano che per quindici sabati si facciano in San Marco particolari preghiere con processione, portando l’immagine miracolosa della Vergine, seguita da tutte le Autorità. Il 26 ottobre, primo dei quindici sabati, dopo la processione, sotto le volte maestose di San Marco, davanti alla statua della Madonna Nicopeia, il Doge, a nome di tutta Venezia, con voce che tradisce l’emozione, pronuncia il Voto di «erigere in questa Città e dedicare una Chiesa alla Vergine Santissima, intitolandola Santa Maria della Salute, e che ogni anno, nel giorno che questa Città sarà pubblicata libera dal presente male, Sua Serenità et li successori suoi anderanno solennemente col Senato a visitar la medesima Chiesa a perpetua memoria della Pubblica gratitudine di tanto beneficio». 1Per l’erezione della Chiesa viene scelta l’area della Trinità, nel posto dell’antica dogana marittima, fino ad allora occupata dal Seminario. Tra i tanti, viene scelto il progetto di Baldassarre Longhena, allora ventiseienne, ed il 1° aprile 1631, nonostante la malattia del Doge, viene benedetta la prima pietra. La costruzione però, che inizia solo nel 1633, si protrarrà a lungo: nel 1653 la Chiesa viene aperta al culto, ma potrà essere solennemente consacrata solo il 9 novembre 1687, a lavori ultimati. L’architetto Longhena, che non avrà la consolazione di vedere l’opera finita, perché muore ottantaseienne nel 1682, crea un vero capolavoro, una delle opere più belle e fantasiose dell’architettura barocca. Ideata a forma di corona del Rosario, e preceduta da quindici gradini, quanti sono i misteri del Rosario, è di pianta ottagonale coperta da una grande cupola emisferica, su un alto tamburo. Una cupola minore, affiancata da due campanili, copre il presbiterio. La facciata, preceduta da un ampia scalinata, si presenta come un grandioso arco di trionfo, nel quale si apre il portale. L’interno, vasto e luminoso, è caratterizzato dall’ampio vano della cupola centrale, delimitato dalle colonne e pilastri che reggono le otto arcate. Nel perimetro della rotonda si aprono sei cappelle ed, in fondo, quella con al centro l’Altare maggiore marmoreo, veramente monumentale. In alto, sulle nuvole, la statua della Madonna, in piedi come una maestosa Signora che regge sul braccio sinistro il Bambino. Sulla destra un angioletto scaccia con una fiaccola la peste, raffigurata da una vecchia strega; sulla sinistra, una nobile signora prostrata in preghiera rappresenta Venezia; ai lati dell’altare le statue di San Marco e di San Lorenzo, patroni di Venezia. Al centro dell’altare è collocata, dal 21 novembre 1670, l’Icona della Madonna detta Mesopanditissa (Mediatrice di pace) portata da Francesco Morosini dopo che l’isola di Creta cade nelle mani dei Turchi.

Venezia piange il suo ” Vecchio Patriarca” Card.Marco Cè.

commenti Commenti disabilitati su Venezia piange il suo ” Vecchio Patriarca” Card.Marco Cè.
di , 14 Maggio 2014

20140512_69575_10039386

Marco Cé Nasce ad Izano (Cremona) l’8 luglio 1925 da una famiglia di agricoltori. Riceve l’ordinazione sacerdotale il 27 marzo 1948 dalle mani dell’arcivescovo Luigi Traglia, vicegerente di Roma, città in cui si trova per compiere gli studi teologici presso la Pontificia Università Gregoriana e il Pontificio Istituto Biblico, dove consegue la laurea in teologia dommatica e la licenza in Sacra Scrittura. In seguito, insegna al seminario diocesano di Crema, dove dal 1958 assume l’incarico di rettore. Nella sua diocesi di origine ha presieduto sin dalla sua fondazione la Commissione Liturgica seguendo l’attuazione della riforma liturgica di Paolo VIEletto vescovo titolare di Vulturia e vescovo ausiliare di Bologna il 22 aprile 1970 da papa Paolo VI, viene ordinato nella cattedrale di Crema il 17 maggio dello stesso anno (giorno di Pentecoste) dal vescovo Carlo Manziana; inizia il suo ministero episcopale il 29 giugno 1970 durante la solenne concelebrazione tenutasi nella basilica di San Petronio. Dopo sei anni di permanenza nell’arcidiocesi di Bologna (in cui ricoprirà l’incarico di vicario generale) viene nominato assistente ecclesiastico generale dell’Azione CattolicaIl 7 dicembre 1978 papa Giovanni Paolo II lo nomina patriarca di Venezia, succedendo così al cardinale Albino Luciani, eletto il 26 agosto 1978 al soglio di Pietro con il nome di papa Giovanni Paolo I e prematuramente scomparso dopo soli 33 giorni di pontificato. È stato creato e pubblicato cardinale da papa Giovanni Paolo II nel concistoro del 30 giugno 1979 e ha ricevuto il titolo di San Marco. Era il più giovane cardinale italiano vivente. Il 3 marzo 2002 accoglie il suo successore, il patriarca Angelo Scola. Ricoverato all’Ospedale civile di Venezia per la frattura di un femore, si spegne il 12 maggio 2014. Oggi 14 maggio la salma e stata traslata dall’Ospedale civile alla Basilica di S.Marco dove riceverà l’omaggio di tutti i fedeli della Chiesa Veneziana fino a sabato, dove dopo i solenni funerali sarà tumulata nella Cripta accanto alle reliquie del S.Evangelista.

Curiosità

Dopo la morte di Giovanni Paolo II partecipa al conclave che eleggerà al quarto scrutinio il cardinale Joseph Ratzinger, papa Benedetto XVI; proprio da lui fu chiamato a predicare gli esercizi spirituali quaresimali per la Curia romana, che si tennero in Vaticano tra il 5 e l’11 marzo 2006.Ai tempi del conclave del 2005 era decano del Sacro collegio il cardinale Ratzinger. Marco Cé era, invece, il decano anagrafico ovvero il più anziano di tutti i cardinali partecipanti al conclave.

 

Un’anno con Papa Francesco.

commenti Commenti disabilitati su Un’anno con Papa Francesco.
di , 9 Marzo 2014

papa-bergoglio-290880_tn

A poco meno di un anno dall’elezione al soglio di Pietro, papa Francesco non perde l’abitudine di dialogare da pari a pari con quello che una volta si sarebbe chiamato “il mondo”. E si racconta in un’intervista al direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli. Il Santo Padre risponde alle domande sulla figura del Pontefice, ma anche sulla sua vita personale, e sulle tematiche che più di tutte animano il dibattito interno ed esterno alla Chiesa.

La figura del Papa

“Il papa non è Superman”, chiarisce subito Francesco: “Non mi piacciono le interpretazioni ideologiche, una certa mitologia del papa. Mi piace stare tra la gente, ma non mi è mai venuto in mente, come è stato detto di uscire dal Vaticano di notte per andare dai senzatetto. Il Papa è un uomo normale, considerarlo una star mi pare quasi offensivo.” Tuttavia pur dovendosi confrontare con sfide inedite come quella del papa emerito (“Benedetto XVI è un’istituzione, non una statua in un museo. La sua saggezza è un dono di Dio“), il Pontefice continua a dipingersi come un uomo che decide da solo, come è tra l’altro anche nella tradizione dei gesuiti, il suo ordine religioso di appartenenza: “Nel mio lavoro sono consigliato e accompagnato da tante persone, ma nel momento di decidere sono solo con il mio senso di responsabilità.

Gli abusi sessual

Sempre in riferimento alla figura del suo predecessore, il Papa affronta il tema dellalotta agli abusi sessuali, che Benedetto XVI ha intrapreso “con coraggio, aprendo una strada“. Francesco rivendica però con fermezza il lavoro fatto dalla Chiesa per contrastare questo genere di crimini: “La Chiesa cattolica è forse l’unica istituzione pubblica ad essersi mossa con trasparenza e responsabilità. Nessun altro ha fatto di più. Eppure la Chiesa è la sola ad essere attaccata.”

Povertà e globalizzazione

Sin dai primi giorni, il pontificato di Francesco si è contraddistinto per una speciale attenzione ai poveri, a quelle “periferie” così care al cuore del Papa: un’ “opzione preferenziale per i poveri”, spiega il Pontefice, che proviene dal Vangelo.
Il Vangelo condanna il culto del benessere. Quando veniamo giudicati nel giudizio finale (Matteo, 25) conta la nostra vicinanza con la povertà. La povertà allontana dall’idolatria, apre le porte alla Provvidenza.” Anche sul tema della globalizzazione,che con il culto del benessere qualche relazione la ha, Francesco parla molto chiaramente: il Papa ricorda come, pur avendo salvato dalla povertà molte persone, la globalizzazione ne ha condannate tante altre a morire di fame, producendo un pensiero debole che mette al centro solo il denaro e non più la persona umana. Incalzato da una domanda sulle accuse di marxismo che da più parti gli sono state rivolte, il Pontefice non sembra minimamente in imbarazzo: “Quelle accuse non mi dispiacciono. L’ideologia marxista non è vera e io non l’ho mai condivisa, ma ho conosciuto tante brave persone che la professavano.

La famiglia

Quando il discorso si allontana dai temi dell’economia globale, Francesco affronta senza esitazioni le problematiche più dibattute: il ruolo della famiglia e della donna, la morale sessuale, i temi etici e i valori non negoziabili.
Parlando di famiglia, il Papa non può fare a meno di ammetterne la crisi, soprattutto nelle forme più tradizionali, ma assicura di avere recepito l’emergenza e di avere avviato, con la convocazione del Sinodo, una profonda riflessione che coinvolgerà tutta la Chiesa. Francesco ribadisce che il matrimonio è tra uomo e donna, ma ammette che nel caso delle unioni civili “giustificate” dagli Stati laici “bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà.”

Morale sessuale e ruolo della donna

Strettamente correlata a quella sulla famiglia è la riflessione sulla morale sessuale: qui la strada indicata dal Papa è quella di non cambiare la dottrina, ma di far sì che la pastorale tenga conto delle situazioni concrete e di ciò che per le persone è possibile fare. “Con l’Humanae Vitae Paolo VI ebbe il coraggio di schierarsi contro la maggioranza, di difendere la disciplina morale, di esercitare un freno culturale.” Anche sul ruolo della donna nella Chiesa, il Pontefice riconosce l’esigenza di qualche cambiamento, ma sempre nel solco della continuità e richiamandosi alla tradizione della Chiesa: “La donna può e deve essere più presente nei luoghi di decisione della Chiesa. La chiamerei una promozione di tipo funzionale, ma così non si fa tanta strada. La Chiesa ha l’articolo femminile la: è femminile dalle origini. Il principio mariano guida la Chiesa accanto a quello petrino. L’approfondimento teologale è in corso.”

Bioetica e valori non negoziabili

Grande cautela è espressa sugli argomenti bioetici: “Non sono uno specialista”, avverte Francesco, che dice di temere che ogni sua frase possa essere equivocata. D’altronde, spiega, “la dottrina tradizionale della Chiesa dice che nessuno è obbligato a usare mezzi straordinari quando si sa che è in una fase terminale“. Una discontinuità più marcata con la linea del suo predecessore si nota però quando De Bortoli domanda al Papa che ne è stato dell’espressione “valori non negoziabili“, spesso utilizzata negli anni passati e mai ripresa durante il pontificato di Francesco. “È un’espressione che non ho mai capito, i valori sono valori e basta, non posso dire che tra le dita di una mano ve ne sia una meno utile dell’altra.”

L’ecumenismo

Il Papa parla però anche di ecumenismo, un tema molto caro a tutti i pontefici che lo hanno preceduto negli ultimi anni, e che Francesco non intende abbandonare. Parlando dell’intercomunione con gli ortodossi, ammonisce: “Siamo tutti impazienti di ottenere risultati chiusi. Ma la strada dell’unità con gli ortodossi vuol dire soprattutto camminare e lavorare insieme. La teologia ortodossa è molto ricca, in questo momento hanno grandi teologi, così come una meravigliosa visione della Chiesa e della sinodalità”.

Alla fine dell’intervista, Francesco concede al Corriere qualche battuta sulla sua vita privata prima e durante il pontificato: “Al momento sto leggendo Pietro e Maddalena di Damiano Marzotto, sulla dimensione femminile della Chiesa. L’ultimo film che ho visto?La vita è bella, e prima avevo guardato La Strada di Fellini.” E ancora, inevitabilmente: “A 17 anni avevo una fidanzatina, in seminario una ragazza mi fede girare la testa per una settimana. Come finì? Ne parlai con il mio confessore.

Auguri Mons.Capovilla !!! Un nuovo Cardinale “quasi centenario”.

commenti Commenti disabilitati su Auguri Mons.Capovilla !!! Un nuovo Cardinale “quasi centenario”.
di , 18 Gennaio 2014

larcivescovo-capovilla-cardinale-la-nomina-voluta-da-papa-francesco_292ef81a-7b76-11e3-bbbd-f16ca24c9d1b_display
L’arcivescovo Loris Francesco Capovilla, già segretario particolare di Giovanni XXIII, sarà uno dei cardinali del prossimo concistoro di Papa Francesco. L’elevazione alla porpora dell’arcivescovo, oggi 98enne, giunge nell’anno della canonizzazione di Papa Roncalli che sarà proclamato santo il prossimo 27 aprile insieme a Giovanni Paolo II.
Il 22 febbraio prossimo Papa Francesco con i nuovi cardinali porterà così a 120 il numero dei porporati elettori. Mons. Capovilla è stato per un decennio il segretario particolare di Papa Giovanni, negli anni successivi ne ha custodito la memoria e divulgato pensiero ed opere. Oggi vive a Sotto il Monte, il paese natale del pontefice bergamasco, in mezzo alle memorie giovannee, dove ha scelto di ritirarsi verso la fine degli Anni Ottanta.
L’annuncio de nuovi cardinali è stato dato direttamente da Papa Francesco durante l’Angelus in piazza San Pietro trasmesso in diretta dalla Rai stamattina. Sono «16 nuovi cardinali appartenenti a 12 Nazioni di ogni parte del mondo che rappresentano il profondo rapporto ecclesiale tra la chiesa di Roma e le altre chiese sparse per il mondo». Tra loro c’è il segretario di Stato Piero Parolin. E tra i tre non elettori c’è Loris Capovilla.
Ecco l’elenco dei nuovi cardinali che il Papa creerà il 22 febbraio
1) Mons. Pietro Parolin, Arcivescovo titolare di Acquapendente,Segretario di Stato.
2) Mons. Lorenzo Baldisseri, Arcivescovo titolare di Diocleziana, Segretario Generale del Sinodo dei Vescovi.
3) Mons. Gerhard Ludwig Muller, Arcivescovo-Vescovo emerito di Regensburg, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede.
4) Mons. Beniamino Stella, Arcivescovo titolare di Midila, Prefetto della Congregazione per il Clero.
5) Mons. Vincent Gerard Nichols, Arcivescovo di Westminster (Gran Bretagna).
6) Mons. Leopoldo José Brenes Solórzano, Arcivescovo di Managua (Nicaragua).
7) Mons. Gérald Cyprien Lacroix, Arcivescovo di Québec (Canada).
8) Mons. Jean-Pierre Kutwa, Arcivescovo di Abidjan (Costa d’Avorio).
9) Mons. Orani João Tempesta, O.Cist., Arcivescovo di Rio de Janeiro (Brasile).
10) Mons. Gualtiero Bassetti, Arcivescovo di Perugia-Città della Pieve (Italia).
11) Mons. Mario Aurelio Poli, Arcivescovo di Buenos Aires ( Argentina).
12) Mons. Andrew Yeom Soo jung, Arcivescovo di Seoul (Korea).
13) Mons. Ricardo Ezzati Andrello, S.D.B., Arcivescovo di Santiago del Cile (Cile).
14) Mons. Philippe Nakellentuba Ouédraogo, Arcivescovo di Ouagadougou (Burkina Faso).
15) Mons. Orlando B. Quevedo, O.M.I., Arcivescovo di Cotabato (Filippine).
16) Mons. Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes (Haïti).
I tre emeriti, che non avrebbero diritto di voto in un eventuale conclave sono:
Mons. Loris Francesco Capovilla, Arcivescovo titolare di Mesembria.
Mons. Fernando Sebastián Aguilar, C.M.F., Arcivescovo emerito di Pamplona.
Mons. Kelvin Edward Felix, Arcivescovo emerito di Castries.
La scheda
Monsignor Loris Francesco Capovilla nasce il 14 ottobre 1915 a Pontelongo in provincia di Padova. La famiglia si trasferirà poi a Mestre. Alunno del Seminario patriarcale di Venezia, è ordinato sacerdote il 23 maggio 1940. Assolve vari incarichi in parrocchia e in curia, a scuola e nell’Azione Cattolica, nell’Onarmo di Porto Marghera, in carcere minorile e negli ospedali. Nel 1949 il Patriarca Carlo Agostini lo vuole direttore del settimanale diocesano «La voce di S. Marco» e redattore della pagina veneziana de «L’avvenire d’Italia». È iscritto all’albo dei giornalisti dal 1950.
Per oltre un decennio, prima Venezia, poi in Vaticano, è segretario particolare di Angelo Giuseppe
Roncalli, Papa dal 28 ottobre 1958 al 3 giugno 1963 con il nome di Giovanni XXIII. Dal 1963 al 1967 è perito conciliare. Il 26 giugno 1967 è nominato da Paolo VI arcivescovo di Chieti-Vasto ricevendo la consacrazione episcopale il 16 luglio successivo. Papa Montini gli assegna anche il titolo arcivescovile di Mesembria (Bulgaria) in memoria di Giovanni XXIII, che ne fu insignito dal 1934 al 1953. Il 25 settembre 1971 è nominato delegato pontificio al Santuario di Loreto nelle Marche, dove rimane fino al 10 dicembre 1988, quando si ritira. Va poi a risiedere per un breve periodo ad Arre in provincia di Padova, poi nel paese natale di Papa Roncalli a Sotto il Monte. In questo luogo è custode fedele della memoria storica e spirituale del Beato Papa Giovanni XXIII.
Numerosi e approfonditi i testi, le conferenze e le pubblicazioni dedicate al pontefice bergamasco. Canonico onorario di Venezia e di Bergamo, ha curato la pubblicazione di numerosi scritti di Papa Roncalli, tra cui «Il Giornale dell’Anima», «Lettere ai familiari», «Lettere 1958-63», la trilogia «Questo è il mistero della mia vita», «Giovanni XXIII, un santo della mia parrocchia» e «Mi chiamerò Giovanni».

Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni (continua)

commenti Commenti disabilitati su Domenica Di Preghiera Per Le Vocazioni (continua)
di , 5 Maggio 2012

Messaggio di Papa Benedetto  (continua…)
Le vocazioni, dono della Carità di Dio

Cari Fratelli nell’episcopato, cari presbiteri, diaconi, consacrati e consacrate, catechisti, operatori pastorali e voi tutti impegnati nel campo dell’educazione delle nuove generazioni, vi esorto con viva sollecitudine a porvi in attento ascolto di quanti all’interno delle comunità parrocchiali, delle associazioni e dei movimenti avvertono il manifestarsi dei segni di una chiamata al sacerdozio o ad una speciale consacrazione. È importante che nella Chiesa si creino le condizioni favorevoli affinché possano sbocciare tanti “sì”, quali generose risposte alla chiamata di amore di Dio. Sarà compito della pastorale vocazionale offrire i punti di orientamento per un fruttuoso percorso. Elemento centrale sarà l’amore alla Parola di Dio, coltivando una familiarità crescente con la Sacra Scrittura e una preghiera personale e comunitaria attenta e costante, per essere capaci di sentire la chiamata divina in mezzo a tante voci che riempiono la vita quotidiana. Ma soprattutto l’Eucaristia sia il “centro vitale” di ogni cammino vocazionale: è qui che l’amore di Dio ci tocca nel sacrificio di Cristo, espressione perfetta di amore, ed è qui che impariamo sempre di nuovo a vivere la “misura alta” dell’amore di Dio. Parola, preghiera ed Eucaristia sono il tesoro prezioso per comprendere la bellezza di una vita totalmente spesa per il Regno. Auspico che le Chiese locali, nelle loro varie componenti, si facciano “luogo” di attento discernimento e di profonda verifica vocazionale, offrendo ai giovani e alle giovani un saggio e vigoroso accompagnamento spirituale. In questo modo la comunità cristiana diventa essa stessa manifestazione della Carità di Dio che custodisce in sé ogni chiamata. Tale dinamica, che risponde alle istanze del comandamento nuovo di Gesù, può trovare eloquente e singolare attuazione nelle famiglie cristiane, il cui amore è espressione dell’amore di Cristo che ha dato se stesso per la sua Chiesa (cfr Ef 5,32). Nelle famiglie, «comunità di vita e di amore» , le nuove generazioni possono fare mirabile esperienza di questo amore oblativo. Esse, infatti, non solo sono il luogo privilegiato della formazione umana e cristiana, ma possono rappresentare «il primo e il miglior seminario della vocazione alla vita di consacrazione al Regno di Dio» , facendo riscoprire, proprio all’interno della famiglia, la bellezza e l’importanza del sacerdozio e della vita consacrata. I Pastori e tutti i fedeli laici sappiano sempre collaborare affinché nella Chiesa si moltiplichino queste «case e scuole di comunione» sul modello della Santa Famiglia di Nazareth, riflesso armonico sulla terra della vita della Santissima Trinità. Con questi auspici, imparto di cuore la Benedizione Apostolica a voi, Venerati Fratelli nell’episcopato, ai sacerdoti, ai diaconi, ai religiosi, alle religiose e a tutti i fedeli laici, in particolare ai giovani e alle giovani che con cuore docile si pongono in ascolto della voce di Dio, pronti ad accoglierla con adesione generosa e fedele.

Ordinazioni diaconali

commenti Commenti disabilitati su Ordinazioni diaconali
di , 22 Ottobre 2011

Sabato 22 Ottobre a San Marco, durante una celebrazione presieduta dall’Amministratore Apostolico mons. Beniamino Pizziol, tre giovani seminaristi, Francesco, Mauro e Morris sono stati ordinati diaconi.  Sono tutti entrati nel Seminario Patriarcale di Venezia nel settembre 2005, già proiettati alla prospettiva dell’ordinazione sacerdotale.  Francesco Marchesi (33 anni), Mauro Margagliotti (28 anni) e Morris Pasian (25) hanno già vissuto svariate realtà parrocchiali; la nostra Comunità ringrazia il Signore per questo dono alla Chiesa di Venezia e prega per questi “chiamati”.

Gruppi di Ascolto

commenti Commenti disabilitati su Gruppi di Ascolto
di , 5 Giugno 2011

Martedì 7 giugno e mercoledì 8 giugno prossimi dalle ore  18 alle 20 presso il Seminario patriarcale, come da calendario  diocesano, per tutti gli Animatori di Gruppi di Ascolto  iniziano i primi due incontri di introduzione alla “Lettera di Paolo  ai Galati” che sarà oggetto della riflessione nei GdA nelle  case nel prossimo anno pastorale 2011-12.  Don Giorgio Scatto ci aiuterà ad introdurci sulla figura di San  Paolo, don Natalino Bonazza ci parlerà su: “La verità del Vangelo  continui a rimanere salda tra noi”

Giornata diocesana del Seminario patriarcale

commenti Commenti disabilitati su Giornata diocesana del Seminario patriarcale
di , 21 Maggio 2011

Celebriamo oggi nella nostra diocesi una giornata speciale di preghiera e sostegno per il nostro Seminario Patriarcale. Il seminario è la comunità dove i giovani, guidati dai loro formatori, si preparano nel discernimento al sacerdozio. E’ una comunità fondamentale per la nostra diocesi, infatti senza di essa verrebbe meno la continuità sacerdotale così importante perché la nostra Chiesa continui la sua missione. Infatti senza sacerdote non c’è Eucarestia. In questa domenica in modo speciale, ma ogni giorno, siamo chiamati a pregare e sostenere questi giovani nel cammino, e chiedere al Signore che altri giovani, specialmente delle nostre parrocchie, siano liberi nel rispondere al Signore che li chiama alla vita sacerdotale. Preghiamo per German, che quest’anno vive con noi un tempo di cammino nella sua formazione Preghiamo in modo speciale in questo periodo storico che vede la nostra Chiesa soffrire per la mancanza di sacerdoti sufficienti nel poter provvedere a tutte le comunità. Facciamo anche un gesto di solidarietà verso questa comunità che si sostiene con le offerte dell’intera diocesi.

Panorama Theme by Themocracy