Tag articolo: Visita pastorale

Ci hai confermato nella Fede

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di , 14 maggio 2011

La visita pastorale del Papa a Venezia “è andata al di là di ogni aspettativa” creando un vero e proprio “movimento di popolo”.  E’ quanto ha detto il nostro Patriarca Angelo. Questo si è visto soprattutto, nella grande Messa che voleva riunire i fedeli di tutto il Nord-est, in vista del Convegno di Aquileia II, al Parco di San Giuliano. “Una folla così grande – ha infatti spiegato – non si muove alle 4-4. 30 del mattino, per stare poi fino all’una in un parco, sotto il sole, per una pura curiosità”. “Questo mi consola – ha aggiunto –, perché vuol dire che nel cuore dell’uomo c’è una domanda di verità; c’è un desiderio di conoscere quale sia il proprio bene, in vista della felicità, del compimento di una autentica verità; e, c’è la coscienza netta che il Vangelo, interpretato autorevolmente dal Successore di Pietro, rappresenta una risposta efficace a questa domanda che si ha nel cuore”. In merito poi al messaggio lasciato dal Papa al Nord-est, il Patriarca di Venezia ha sottolineato l’invito “a non vivere la propria grande tradizione in maniera passiva, ma a praticarla – se così possiamo dire – in vista dei grandi cambiamenti in atto nel presente, affinché il Vangelo di Gesù rappresenti ancora oggi una grande risorsa per tutti i popoli del Nord-est”. “Egli ha invitato – meditando sui discepoli di Emmaus – a passare dalla disperazione alla speranza, dalla tristezza alla gioia ed ha indicato come strada per questo, alla realtà ecclesiale, l’intensificarsi di una comunione centrata sulla forza eucaristica, illuminata dalla Parola di Dio; sulla condivisione, partendo realmente dagli ultimi; su un rapporto bello con il creato – perché Venezia ieri era letteralmente radiosa e il Papa ne è stato affascinato e commosso – e sul coraggio semplice di una testimonianza umile, ma chiara e diretta in tutti gli ambienti dell’umana esistenza che chi segue Gesù può diventare un uomo riuscito e soprattutto può essere libero davvero”. “Ha letto la bellezza di Venezia – ha evidenziato il Patriarca –, partendo da tre parole: dalla parola ‘acqua’, dalla parola ‘salute’ e dalla parola ‘Serenissima’. Costruendo quasi – vorrei dire – un manifesto per l’impegno sociale e civile di Venezia che, per la sua forza di parola nei confronti di tutta l’umanità, rappresenta un impegno per gli uomini e per le donne di oggi e, in un certo senso, di tutto il mondo”.

Visita Pastorale di Papa Benedetto a Venezia

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di , 1 maggio 2011

Si apre con questa domenica una settimana speciale per noi del Patriarcato di Venezia.

Contemplando il Beato Giovanni Paolo II° che per lungo tempo ha guidato la Chiesa Cattolica, aspetteremo il Papa Benedetto VXI che verrà a confermarci nella fede.

Con le sue parole ci indicherà il cammino che la nostra Chiesa diocesana vivrà nel dopo Visita Pastorale.

  • La partenza dei pellegrini per San Giuliano sarà
    alle ore 06.30 al Faro
  • Il ritorno dopo la Messa e l’Angelus del Papa

Visita Pastorale del Santo Padre ad Aquileia e Venezia

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di , 24 aprile 2011

Sabato 7 maggio 2011

  • 16.15 Arrivo all’Aeroporto di Ronchi dei Legionari (Gorizia).
  • 16.45 Incontro con la cittadinanza nella piazza Capitolo di Aquileia. Saluto del Santo Padre.
  • 17.00 Assemblea del secondo convegno di Aquileia nella Basilica di Aquileia. Discorso del Santo Padre.
  • 18.15 Partenza in elicottero dall’Area di Mercato adiacente alla Basilica di Aquileia per Venezia.
  • 18.45 Arrivo all’Eliporto del Collegio Navale “F. Morosini” a Sant’Elena.
  • 19.00 Incontro con la cittadinanza nella piazza San Marco di Venezia. Discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 19.30 Venerazione delle Reliquie di San Marco nella Basilica San Marco di Venezia.

Domenica 8 maggio 2011

  • 10.00 Santa Messa nel Parco San Giuliano di Mestre, omelia del Santo Padre, recita del Regina Coeli, saluto del Santo Padre.
  • 12.30 Partenza in motovedetta da Mestre per la Piazza San Marco di Venezia.
  • 16.45 Assemblea per la chiusura della visita pastorale diocesana nella Basilica San Marco di Venezia, discorso del Santo Padre.
    E’ possibile stare in piazza San Marco ad accogliere il Papa
  • 17.45 Partenza in gondola dalla Piazza San Marco per la Basilica della Salute di Venezia.
  • 18.00 Incontro con il mondo della cultura e dell’economia nella Basilica della Salute di Venezia, discorso del Santo Padre.
  • 18.45 Benedizione al termine dei lavori di restauro della Cappella della SS. Trinità , inaugurazione dei locali della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum di Venezia.
  • 19.15 Partenza in motovedetta dalla Sede del Seminario Patriarcale per Tessera.

 Ci troviamo in zona Angeli alle ore 19.00 per salutare il Papa in partenza per Roma

Più importante ciò che facciamo o ciò che siamo?

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di , 19 marzo 2011

Papa Benedetto XVI,  Angelus di domenica 6 marzo 2011

Cari fratelli e sorelle! 
Il Vangelo di questa domenica presenta la conclusione  del “Discorso della montagna”, dove il Signore  Gesù, attraverso la parabola delle due case costruite  una sulla roccia e l’altra sulla sabbia, invita i discepoli ad ascoltare le sue parole e a metterle in pratica  (cfr Mt 7,24).  In questo modo Egli colloca il discepolo e il suo cammino di fede nell’orizzonte dell’Alleanza,  costituita dalla relazione che Dio intesse con l’uomo, attraverso il dono della sua Parola, entrando in comunicazione  con noi.  Il Concilio Vaticano II afferma: “Dio invisibile nel suo grande amore parla agli uomini come  ad amici e si intrattiene con essi, per invitarli e ammetterli alla comunione con Sé”.  (Cost.  dogm.  sulla  divina Rivelazione Dei Verbum, 2).  “In questa visione ogni uomo appare come il destinatario della Parola,  interpellato e chiamato ad entrare in tale dialogo d’amore con una risposta libera” (Esort.  Ap.  postsin.  Verbum  Domini, 22).  Gesù è la Parola vivente di Dio.  Quando insegnava, la gente riconosceva nelle sue parole  la stessa autorità divina, sentiva la vicinanza del Signore, il suo amore misericordioso, e rendeva lode a  Dio. 

Prosegui la lettura 'Più importante ciò che facciamo o ciò che siamo?'»

Assemblea pastorale

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di , 19 febbraio 2011

Venerdì 25 Febbraio ore 18.30 a San Donato assemblea pastorale 

Ordine del giorno:

  • Riflessioni e comunicazioni del Parroco 
  • Verifica della Visita Pastorale  
  • Visita Pastorale del Papa a Venezia 
  • Proposte ed iniziative per Il tempo della Quaresima: Lodi del Mattino, Vesperi delle  domenica, la Via Crucis, i venerdì di quaresima vivendo l’iniziativa diocesana “venerdigiuno”,  settimana santa. 
  • Varie ed eventuali 

Per la riflessione:

(la testimonianza della fede ai figli) … Raccontando quel che è successo a me però, anzitutto perché uno deve raccontare ciò che  vive.  Se non vivo io l’esperienza della fede, e non vedo nella mia vita cosa c’entra Gesù, ogni  giorno quando mi alzo la mattina, mi lavo, vesto, ricomincio col lavoro, coi rapporti ecc.  ecc.  Se  non vivo io questo nesso, certamente non potrò comunicarlo.  Quindi il problema numero uno, è  che ognuno di noi deve giocarsi in prima persona e coltivare fino in fondo, il rapporto con Gesù  vivendo con fedeltà l’esperienza della Chiesa, della comunità cristiana.  Perché Gesù ha scelto di  restare in mezzo a noi attraverso l’Eucarestia, che è la radice della Chiesa: ” fate questo in  memoria di me”, non un’altra cosa , se volete che io sia vivo in mezzo a voi col mio spirito, fate  questo.  (Patriarca Angelo Scola, Visita Pastorale a Murano, incontro con i ragazzi)

(Ascolta)

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La visita del Papa

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di , 13 febbraio 2011

Il 7 maggio ad Aquileia e l’8 a Venezia, arriva «uno di famiglia», il Papa, da accogliere «non solo come un ospite gradito ma come colui che, in quanto successore di Pietro, è il garante della comunione ecclesiale». Lo scrivono i vescovi delle 15 diocesi del Nordest in una lettera ai loro fedeli, invitandoli, fra l’altro, a un’opera di sensibilizzazione, e pure a una colletta perché l’impegno organizzativo «assicuri la bellezza e l’ordine di ogni gesto mediante il quale Benedetto XVI proporrà a tutti il Vangelo di Cristo e la vita buona che ne scaturisce». Proprio a tutti, nessuno escluso, come hanno tenuto a sottolineare il cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia, l’arcivescovo di Gorizia Dino De Antoni, nella cui diocesi si trova la Basilica patriarcale di Aquileia, Lucio Soravito, vescovo di Adria-Rovigo, che coordina i lavori preparatori del Secondo Convegno ecclesiale, in programma il prossimo anno sempre ad Aquileia, l’ausiliare di Venezia, monsignor Beniamino Pizziol, che presiede il comitato di preparazione della visita papale. Benedetto XVI sarà ad Aquileia nel pomeriggio del 7 maggio, per incontrare, oltre ai fedeli, anche i delegati diocesani del Convegno ecclesiale, che ha il compito di raccogliere le nuove sfide che si pongono alle comunità cristiane dai processi culturali e sociali in atto. La mattina dell’8 maggio il Papa celebrerà l’Eucaristia nel grande parco mestrino di San Giuliano, con sulla sfondo Venezia e i suoi campanili. Altre 150mila i fedeli attesi non solo dal Triveneto, ma anche dal Nord Italia e da oltre confine. Qui come ad Aquileia saranno presenti i vescovi delle 57 diocesi originate dalla Chiesa madre aquileiese. Nel pomeriggio il Pontefice concluderà la visita pastorale che il patriarca Scola ha condotto, insieme a monsignor Pizziol, per 7 anni, in tutti gli ambienti della diocesi (non solo pastorali, ma anche civili). Quindi sarà in Basilica della Salute per l’incontro con il mondo della cultura, dell’arte e dell’economia, del Nordest ed oltre. La visita si concluderà con la benedizione della Cappella della Santissima Trinità, al termine dei lavori di restauro e l’inaugurazione della Biblioteca dello Studium Generale Marcianum.

Spiegando il significativo motto della visita «Tu conferma la nostra fede», il cardinale Scola ha detto che «questo tu indica il desiderio nostro che il Papa, che è parte interna e integra di ogni Chiesa, venga a sostenere lo stile di vita del cristiano e che indichi che questo stile di vita è conveniente per il cristiano e per l’uomo di oggi e per l’uomo post-moderno». «Il Santo Padre – ha proseguito il patriarca – viene a provocare la nostra libertà e a sostenerla nella vita di tutti i giorni, a ridirci questa grande speranza di cui noi tutti abbiamo bisogno, soprattutto in questo tempo di transizione molto rapida che non è più ormai solo crisi economica, ma è diventata anche crisi mentale». Numerose altre le implicazioni per tutto il popolo del Nordest, che sotto il segno di Aquileia e di Venezia, «città dell’umanità», come ebbe a definirla Giovanni Paolo II, si sta rifondando sull’asse Nord-Sud, mentre fino ad oggi ha praticato quello Est-Ovest. Una terra, dunque, aperta all’incrocio dei popoli del Sud del mondo verso l’Europa. La ricchezza di suggestioni legate ai luoghi – Aquileia e Venezia – della visita «fanno sì che ogni uomo indipendentemente dal suo credo non possa non essere interessato a questo evento». La lettera dei vescovi delle diocesi nordestine lo chiarisce in modo puntuale: «Il Nordest sente oggi l’urgenza di vivere appieno la sua nuova vocazione di crocevia di popoli latini, slavi e germanici», aperti all’accoglienza di ogni altro popolo,

(da Avvenire)

Ecco, intanto, come primo assaggio alcuni “numeri” della visita:
15 le Chiese della Conferenza Episcopale Triveneto (Adria-Rovigo, Belluno-Feltre, Bolzano – Bressanone, Chioggia, Concordia – Pordenone, Gorizia, Padova, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Venezia, Verona, Vicenza e Vittorio Veneto); 57 le Chiese italiane ed europee “nate” da Aquileia (36 diocesi tuttora esistenti e 21 “nella comunione dei santi”); 7.138.638 gli abitanti attuali nell’area de! Triveneto; 3.527 le parrocchie nell’area del Triveneto.

Assemblea Pastorale

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di , 13 febbraio 2011

Venerdì 25 febbraio  2011 a partire dalla santa messa delle 18.30 fino alle 20.30  a San Donato si terrà l’ Assemblea Pastorale

Ordine del giorno:

  • Riflessioni e comunicazioni del Parroco Verifica della Visita Pastorale  Visita Pastorale del Papa a Venezia 
  • Proposte ed iniziative per II tempo della Quaresima: Lodi del Mattino, Vesperi delle domenica, i venerdì di quaresima vivendo l’iniziativa diocesana venerdigiuno. 
  • Varie ed eventuali 

Per la riflessione
Dalla Prima lettera di San Giovanni [4]  “Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio: chiunque ama è stato generato da Dio e conosce Dio.  Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore.  In questo si è manifestato l’amore di Dio in noi: Dio ha mandato nel mondo il suo Figlio unigenito, perché noi avessimo la vita per mezzo di lui.  In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati.  Carissimi, se Dio ci ha amati così, anche noi dobbiamo amarci gli uni gii altri.  Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l’amore di lui è perfetto in noi.  In questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha donato il suo Spirito.  E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore dei mondo.  Chiunque confessa che Gesù è il Figlio di Dio, Dio rimane in lui ed egli in Dio.  E noi abbiamo conosciuto e creduto l’amore che Dio ha in noi.  Dio è amore; chi rimane nell’amore rimane in Dio e Dìo rimane in luì.  In questo l’amore ha raggiunto tra noi la sua perfezione: che abbiamo fiducia nel giorno del giudizio, perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo.  Nell’amore non c’è timore, al contrario l’amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell’amore.  Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo.  Se uno dice: «lo amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo.  Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.  E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello.”

( Prima lettera di San Giovanni 4,7-22)

La visita pastorale dei giovani

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di , 22 gennaio 2011

httpvh://www.youtube.com/watch?v=45JHBxhVyqw

Immagini della Visita Pastorale

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di , 22 gennaio 2011

La visita del Papa a Venezia

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di , 15 gennaio 2011

Il Patriarca: La visita del Papa a Venezia, dono che dà forza alla fede 

Il dono di Benedetto XVI, che il 7 e 8 maggio 2011 sarà ad Aquileia e a Venezia, consisterà nel confermarci nella  fede.  Cioè nel rendere più forte e saldo il nostro credere in Cristo.  Lo sottolinea il Patriarca, mettendo in evidenza  come il viaggio papale sarà davvero un grande dono, «Sarà un grande evento per tutto il popolo».  Eminenza,  perché il Papa viaggia e visita le sue Chiese?  I viaggi hanno una motivazione intrinseca al ministero di  Pietro, che si può riassumere nell’espressione evangelica “conferma i tuoi fratelli”.  Il Papa viene per la sua missione.  E noi lo abbiamo invitato  per questo e gli siamo quanto mai grati di aver accettato l’invito.  Alla luce di questo, certamente per noi veneziani, la visita di Benedetto  XVI svelerà il significato pieno della visita pastorale.  la sua presenza genererà una spinta decisiva su un punto che oggi appare fondamentale:  senza un’esperienza vitale di appartenenza a Cristo attraverso una comunità sensibilmente espressa e aperta a 360°, è sempre più difficile  vivere un’esperienza cristiana. 

Qui la Sosta pastorale ha solo dissodato il terreno, ha insinuato che questo è il passo da compiere.  Si  apre ora un tempo di lavoro avvincente.  Verso quale consapevolezza è bene andare?  La persona che individualmente va in chiesa la  domenica e che poi non partecipa ad una vita comunitaria – che deve essere molto semplice e non un gruppo chiuso in se stesso – rischia di  non reggere.  Analogamente la parrocchia intesa come insieme di gruppi che si prodigano in iniziative o servizi, ma poi si ignorano fra di loro  e non vivono la ragione profonda dei loro pur generosi impegni, non ha futuro.  Perciò bisogna approfondire l’appartenenza a Cristo – il “per  chi” noi viviamo – dentro alla comunità cristiana.  E questo implica la disponibilità a mettere il tutto prima della parte.  Anche da questo punto  di vista la presenza del Papa, pastore della Chiesa universale, sarà l’espressione concreta del fatto che noi tutti apparteniamo anzitutto alla  Chiesa universale, la quale vive nella Chiesa particolare che si articola nelle parrocchie e nelle aggregazioni.  Dobbiamo fare un salto di qualità  senza perdere la capillarità e tuttavia riuscendo a far brillare il tutto nel frammento. 

Risponde a questa esigenza l’indicazione di attuare  le comunità pastorali, di rivalorizzare il patronato, di trasformare l’iniziazione cristiana attraverso le comunità educanti, di riscoprire la dimensione  della cultura, del gratuito, della presenza cristiana nei vari ambienti di vita…  Ora avvieremo una preparazione immediata della  visita del Santo Padre in due tappe, da qui alla Quaresima e dalla Quaresima al 7 maggio, proprio per aiutarci tutti a vivere l’evento non solo  come un’emozione straordinaria, ma nel suo pieno significato.  Che è questo, lo ripeto: Pietro viene a confermare i fratelli nella fede e invita  ciascuno ad un coinvolgimento stabile con la vita di Cristo dentro la Chiesa.  Da qui la testimonianza permanente.  La modalità è questa e solo  questa: seguire Cristo e comunicarlo – come il Papa ci ha detto nella Caritas in Veritate – è il modo più conveniente per affrontare la propria  umanità e per stare dentro il quotidiano.  La venuta del Papa non va intesa come un gesto magico, ma come una perla preziosa, come il dono  che Benedetto XVI ci fa e dal quale tutti i fratelli battezzati potranno trarre grande frutto.

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